Cari amici, amici cari
confrontiamoci alla pari
per capire quel che sia
da chiamarsi "Economia".
Sta parola altisonante
la si sente ad ogni istante,
pronunciata in lungo, in largo,
con rispetto, con riguardo.
Ed ognuno, attorno al mondo,
che sia bruno, rosso o biondo,
nero, giallo o rosa chiaro,
la associa col denaro.
Non c'è dubbio che i quattrini,
agli adulti ed ai bambini,
faccian comodo un bel po' …
ma poi quanto, io non lo so!
Quello che vorrei scoprire
(e aiutatemi a capire)
è se i soldi, in verità,
fanno la Felicità.
È un quesito assai banale,
ma dovremo valutare
tante cose (vi dirò)
per risponder "sì o no".
So per certo che, in passato,
prima ancor che fossi nato
(ma eran nati i nonni miei)
c'eran pochi, pochi "schei".
Si campava, bene o male,
in maniera naturale …
un po' in pace ed un po' in guerra,
con i frutti della terra.
Le famiglie erano grandi
ed i figli erano tanti:
molte braccia a lavorare,
ch'eran bocche da sfamare.
E le bestie, pure loro,
eran forza da lavoro …
cosicché le s'ammazzava
solo se necessitava.
Ad esempio, il buon maiale,
su per giù verso Natale,
era sì sacrificato
ma … con che significato!?
Ogni piccol pezzettino,
dalle orecchie al suo codino,
abilmente diveniva
un qualcosa che serviva.
Possiam dir tranquillamente
che non si buttava niente,
e lo spreco, per davvero,
era quasi pari a zero.
Ovvio … il porco non godeva
per la fine che faceva,
ma serviva per sfamare
tutto un nucleo familiare.
Oggi, invece, per lo più,
ne uccidiamo in sovrappiù,
mica per necessità:
per produrre obesità!
Sono certo che capite,
e anche voi lo percepite,
dove sia la differenza
d'ammazzar per sussistenza.
Ed inoltre, c'è un fatto
che m'ha sempre molto attratto:
i lavori più importanti
si facevan sempre in tanti.
Donne, uomini, bambini …
si chiamavano i vicini
a cui si contraccambiava
quando a loro bisognava.
Per la vigna, per il grano,
ci si dava una mano ...
si rideva, si cantava,
mentre ognuno lavorava.
No, non eran rose e fiori ...
eran tanti anche i dolori,
ma un concetto era ben chiaro
anche all'ultimo somaro:
ciascheduno, di per sé,
non poteva far per tre,
e aiutarsi era normale
sia nel bene che nel male.
Cosicché, ad ogni evento
eran sempre più di cento,
per far festa … o per pietà,
c'era la Comunità!
Una nascita, una morte,
non restava fra le porte
della casa in cui accadeva,
ma la si condivideva.
E la gioia era maggiore …
e più flebile il dolore
ché, con tutti quei presenti,
son diversi i sentimenti.
Poi, non c'era l'esigenza
di mandare, all'occorrenza,
nel ricovero gli anziani,
per "lavarsene le mani".
Qualcheduno infatti c'era,
sia al mattino che alla sera,
che potesse dare un occhio
a chi era stanco e vecchio.
E nemmeno i bambini,
quando erano piccini,
si lasciavano qua e là,
senza mamma né papà!
Or che siam globalizzati
ci sentiamo realizzati,
ma di tempo non ne abbiamo
per curarci di chi amiamo.
Questo, infine, è il mio pensiero,
schietto, semplice, sincero …
(non prendetevela a male,
se vi sembra innaturale)!
L'orologio va' veloce,
e la vita a volte è atroce:
oggi a me, domani a te …
e nessuno sa il perché!
Non ci tengo per davvero
a far chi, nel cimitero,
è il più ricco dei presenti,
per ricever complimenti.
Quel che serve per campare,
lo si deve guadagnare,
ma … per vivere contento,
voglio guadagnar del Tempo!
Valentino "Tinìn" Calbucci
Rimini, 21/04/2021

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