Per i piccini

LA RANA E LA CIVETTA
1) C'era un giorno una rana
che voleva una sottana,
la civetta ingelosita
gliela fece con l'ortica.
2) Mamma mia che bruciore,
che prurito, che calore,
che faceva la sottana
sulla pelle della rana.
3) Poveretta, la ranocchia
si sbucciò tutte le ginocchia.
La civetta biricchina
rise tutta una mattina.
4) Ma la rana imbufalita
prese un fico fra le dita
e per compier la vendetta
lo tirò alla civetta.

5) La civetta fu colpita,
cadde a terra tramortita,
e per scherno, la ranocchia
la salutò con una pernacchia.













L'ATTESA

C’è la nebbia che m’abbraccia
mentre suona un mandolino.
Vola lieve un passerotto,
zappa lesto un contadino.
Mostra i frutti appesi un caco
dentro a un tenebre giardino.
Vocia mite un casolare,
 fuma pigro il suo camino.
Una testa bianca bianca
veglia sopra ad un bambino
che nel letto sogna e spera
il Natale ormai vicino.

ELOGIO ALL'INVERNO

Caro Inverno,
benvenuto.
- Etciù! –
Scusa … uno starnuto.
Sai, a sentirti qui vicino
m’è venuto un brividino.
Così indosserò un cappello
per proteggermi il cervello,
che s’avesse a congelare
smetterei di ragionare.
Poi, mi metterò la sciarpa,
visto che non c’ho la barba.
E, per evitar geloni:
calze, guanti e mutandoni.
Ah … t’adoro buon vecchietto
che m’appiccichi nel letto,
assopito, rannicchiato,
come prima d’esser nato:
già sognavo il pentagramma
nella pancia della mamma.
Grazie, grazie amico mio,
ti preservi sempre Iddio,
affinché la tua frescura
irritante per natura,
sia in eterno un buon pretesto
per il compiersi del gesto
più sublime che ci sia:
abbracciamoci, suvvia!
Rimini, 21/12/2018

SIMEONE, IL GATTO FIFONE

Simeone era un grosso gatto bianco e nero che viveva in una vecchia casetta sgangherata.
I suoi padroni erano molto poveri e non avevano soldi per dargli da mangiare perciò, ogni giorno, doveva andarsene a spasso in cerca di cibo. 
Lui era molto ghiotto di topolini e si divertiva tanto a dargli la caccia ma, da un paio di mesi, tutta la colonia dei ratti si era trasferita sull'altra sponda del grande fiume che attraversava la città. 
Vi chiederete: "e che problema c'era? Simeone non poteva attraversare il lungo ponte sul fiume e raggiungere i suoi amici topi?" Oh sì, avrebbe potuto ... se non avesse avuto una paura tremenda di cadere nell'acqua! 
Da sempre odiava anche il solo minimo contatto con l'acqua, e l'idea di finire a mollo nel fiume lo terrorizzava a morte. Però, era pur vero che, negli ultimi tempi, la sua pancia brontolava sempre più spesso ... e doveva assolutamente trovare un modo per riempirla più frequentemente. 
Fortunatamente Simeone aveva un amico più coraggioso di lui: Spritz, un bellissimo gattone dal pelo rosso che, con la grinta di un vero guerriero, bisticciava quotidianamente coi tanti gatti del quartiere per accaparrarsi i topolini più grassottelli. 
"Simeone, domattina alle 08:00 in punto passo a prenderti davanti a casa, ed attraverseremo assieme il ponte per andarcene a caccia, ok? Preparati ... non voglio scuse!", disse Spritz.
E, nonostante la fifa del nostro micione bianco e nero, così fecero!
Arrivati all'imbocco del ponte, Spritz suggerì a Simeone di mettersi in coda dietro di lui, e di seguirlo velocemente senza mai guardare in basso. 
"Conterò fino a 3 e poi partiremo a tutta birra, ok?" "1, 2 ... e 3!" 
Spritz arrivò in un battibaleno sull'altra riva del fiume ma, quando si voltò indietro per vedere dove fosse il suo compare, lo ritrovò ancora dall'altra parte del ponte, con tutte e 4 le zampe che gli tremavano all'impazzata. 
Niente da fare: Simeone non aveva vinto la sua paura dell'acqua! 
Così, salutò Spritz che proseguì nella sua scorribanda e, scuotendo la testa, se ne tornò a casa dove, sopra a un mucchietto di stracci, si addormentò profondamente. 
Quel giorno piovve a dirotto, e continuò a piovere anche tutta la notte, tanto che, per la gran acqua scesa, a un certo punto, il fiume straripò. 
Simeone stava ancora dormendo quando una sgradevole sensazione di umidiccio lo colse all'improvviso. "Oh mio Dio, cosa sta succedendo? Sono a mollo nell'acqua!" 
Non fece nemmeno in tempo a guardarsi attorno, ché dovette tentare di nuotare in qualche modo, per non affogare. Sorprendentemente ci riuscì! 
E proprio mentre iniziava a rendersi conto di come potesse facilmente sopravvivere ammollo, vide una fila di succulenti topastri che, trascinati dalla corrente, stavano per passargli a fianco. 
La fiumana aveva travolto anche la colonia dei topolini, riportandoli sull'altra sponda del grande fiume. Simeone non ci pensò due volte e, allungando gli artigli, incominciò a catturare i poveri roditori, uno ad uno, finché non ne fece una gran scorpacciata come non aveva mai fatto prima. 
Dopo qualche ora, l'acqua si ritirò, rientrando nel letto del fiume, e il nostro gattone, soddisfatto e rassicurato, si riaddormentò. 
Al suo risveglio, chiamò subito Spritz: "Ehi, amico! Non puoi immaginare cosa mi sia successo. Sbrigati, non vedo l'ora di attraversare il ponte e di andarmene a caccia! Poi ti racconto." 
E da quel giorno, Simeone non ebbe più paura dell'acqua, né rimase mai più a pancia vuota.

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